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    Lontani ma uniti, il Club Friends of Maristanis si prepara alla fase due

    “Ci sono arrivate una marea di cancellazioni. Un cliente francese, che di solito viene a giugno, mi ha scritto ieri sul telefono, mortificato per non aver potuto confermare. Non è semplice, questa è la nostra unica attività”, racconta Rosalba del B&B Torremana agli altri albergatori che partecipano online alla riunione del club “Friends of Maristanis”, l’avanguardia degli operatori che negli undici comuni coinvolti nel progetto ha deciso di raccogliersi intorno all’idea del turismo sostenibile. “Il volto privato di Maristanis”, come lo ha definito il suo coordinatore Luca Santarossa, economista ambientale, conta al momento undici strutture ricettive, tutte caratterizzate da buone prassi nel risparmio dell’energia elettrica e delle risorse idriche. A loro presto si aggiungeranno anche cooperative di pescatori, artigiani, attività di noleggio e associazioni di guide turistiche.

    “Ma- continua Rosalba- per agosto i clienti abituali non hanno ancora cancellato, e stiamo ricevendo qualche prenotazione. Stiamo mettendo a punto la ripartenza. Abbiamo cominciato a prendere le misure del nostro B&B, verificato le procedure del nuovo check-in online e le chiavi automatizzate per le camere. Tutti gli accorgimenti utili a evitare il contatto. Noi fondiamo tutto sull’accoglienza e il contatto umano. Sarà difficile all’inizio, ma è l’unico modo”.

    La pioggia di informazioni inquietanti che riceviamo quotidianamente nel confino delle nostre case finisce per creare una percezione degli eventi fondata sulla stasi. Ma appena oltre la coltre di paura e incertezza le persone operano, i progetti continuano, la risposta prende ad articolarsi. Spiega Roberta dell’albergo Mistral di Oristano: “Il primo positivo al Covid di Oristano è stato un nostro cliente. Per fortuna non abbiamo avuto nessun problema particolare, in seguito. Abbiamo dovuto chiudere Mistral II. Inizialmente l’hotel Mistral I è rimasto aperto per ospitare quattro persone che non avrebbero saputo dove andare. Ora abbiamo un solo cliente, ci siamo dovuti adattare riducendo al minimo il personale. Mascherine e visiere sono a disposizione di tutti, e sul banco della reception abbiamo collocato uno schermo di plexiglas. Sanifichiamo in continuazione e stiamo verificando sistemi automatici per limitare il lavoro manuale e ottimizzare il risultato. Fino a febbraio è stato il miglior inizio di stagione degli ultimi anni. Tantissime le cancellazioni. Ci rimangono i clienti storici. Leggiamo le circolari di Confindustria e Federalberghi per tenerci aggiornati sulle procedure da seguire. La situazione è molto difficile, ma dobbiamo reagire”.

    Ai presenti Maria Pala, esperta ambientale della fondazione MEDSEA, mostra in schermata la pagina dedicata al club nel sito del progetto Maristanis, il modulo di candidatura da compilare, il QR code attraverso cui aver accesso alle informazioni sui siti Ramsar, le schede che raccontano le diverse strutture e rimandano ai loro siti web. Il principio di una rete di attività capaci di far sistema, di creare itinerari e attirare turisti sensibili alla ricchezza ambientale dell’oristanese e all’importanza della sua tutela. Nella chiacchierata online si toccano i temi sanitari, l’apertura di porti e aeroporti, il bene e il male della politica. Prevalgono cautela e responsabilità: “Ho dovuto restituire tutte le caparre. Sarà difficile mantenere le distanze di sicurezza. Non solo nel B&B, noi offriamo magnifiche gite in barca a vela nel golfo di Oristano. Le barche sono in secco. Aspettiamo notizie, e un vaccino”, dice Alberto del B&B Camera con vista di Oristano.

    “Quanti avranno voglia di usare le mascherine, quanti avranno ferie dopo esser stati costretti a prenderle per la quarantena? Quanti avranno le risorse per concedersi una vacanza?” si chiede Jimmy dell’Horse Country di Arborea. “Anche per noi molte cancellazioni. Lo zoccolo duro dei nostri clienti è costituito da stranieri. Noi stiamo vivendo il momento discendente dell’economia, ma gli altri paesi? Di solito apriamo la stagione ai primi di marzo, ora speriamo di poterlo fare a metà giugno. Ma abbiamo tanto entusiasmo da spendere nella ripartenza. Pensiamo di investire nel turismo locale e italiano, di organizzare molti weekend tematici.

    Mentre curiamo tutti gli aspetti legati alla sicurezza rispondiamo ai nostri clienti, li informiamo, cerchiamo di tranquillizzarli”.

    Friends of Maristanis si riunirà di nuovo fra due settimane. Verrà presentata la Carta dei Principi del club, il gruppo su Facebook le nuove idee per la ripartenza, come avvenuto in questo primo incontro, saranno discusse e condivise.

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