Regata de Is Fassonis 2019, il futuro è un oggetto antico

Previous Next
Stampa

Sollevando le braccia nella vittoria Antonio Putzu porta su cantoi, la pertica, a essere parallelo con il fondo de su fassoni, tenuto in equilibrio dai suoi piedi scalzi. Una figura quasi ancestrale nel riverbero che il sole dà allo stagno, agitato da una leggera brezza di ponente. Ma a vincere sono state soprattutto S. Giusta e le sue zone umide, che hanno con la regata de Is fassonis rinnovato il loro ruolo centrale nel saldare collettività, lavoro e natura in un sentimento identitario.

La giornata è cominciata con la sfilata dei is fassoneris verso il campo di regata, aperta dai giovani allievi del laboratorio di costruzione e conduzione delle antiche imbarcazioni da pesca, un intreccio di fieno palustre utilizzato da nuragici, fenici e romani. “Nella competizione per adulti quest’anno abbiamo avuto sette ragazzi provenienti dalla scuola, ormai attiva da dieci anni”, spiega il maestro del laboratorio Marco Pili, arrivato secondo dietro Putzu, e seguito da Davide Cadoni. Nella competizione a remi, vinta ancora da Putzu, il figlio del maestro Pili, Davide, ha preceduto l’esperto Cadoni. Un segno che gli sforzi del comune e della Pro Loco di S. Giusta per dare continuità alla tradizione della regata hanno portato ottimi risultati. L’edizione 2019 è stata dedicata a Ireneo Ledda, scomparso due mesi fa e primo, quaranta anni fa, a vedere il ruolo de is fassonis e della regata nella promozione del territorio. “È arrivato il momento di trasformare questa splendida tradizione in una regata vera e propria, in una competizione con regole chiare che migliorino lo spettacolo. Abbiamo le nuove generazioni, possiamo crescerle e metterle in acqua con un nuovo spirito. Già dalla quarantunesima edizione”, afferma il maestro Pili.

“Abbiamo aperto anche alle ragazze, e l’anno prossimo Silvia, che ora ha quattordici anni, prenderà parte alla regata degli adulti. La scuola di Marco Pili è molto importante” aggiunge il presidente della Pro Loco Vittorio De Lauso. La regata è stata accompagnata dalla musica di molti gruppi folk locali e dai fumi del celebre pesce locale, cucinato alla brace.

“Comunità e associazioni hanno risposto come sempre con entusiasmo” dice Antonello Figus, sindaco di S. Giusta, uno degli undici comuni coinvolti nel Progetto Maristanis. “L’importantissima presenza dei giovani è l’altro elemento importante, specialmente nel primo anno della regata senza Ireneo Ledda. Tutto cambia, certo, ma la tradizione resiste e continua”.