Maristanis era al Festival della Scienza a Oristano

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Un mare sano e pescoso. Ma fino a che punto  potremo beneficiarne? La promozione di una gestione controllata e sostenibile garantisce (garantirebbe) un futuro a diverse attività economiche quali pesca, acquacoltura e turismo. Se n'è parlato in occasione della conferenza “Gestione sostenibile delle risorse ittiche: il mare e le zone umide a tavola”, organizzata nell'ambito del Festival della Scienza a Oristano. Un dibattito che ha visto la partecipazione degli esperti di  diversi enti e organizzazioni: per MEDSEA la biologa marina Francesca Frau, il direttore del FLAG Pescando Sardegna Centro Occidentale, Mauro Tuzzolino, il direttore della Fondazione IMC Centro Marino Internazionale Onlus Paolo Mossone. Il dibattito è stato moderato dalla sociologa Emanuela Manca  del Servizio Sostenibilità Ambientale e Servizi Informativi dell'Assessorato alla Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna.

MEDSEA ha portato al Festival della Scienza l'esperienza del progetto Maristanis, avviato poco più di un anno fa nel compendio oristanese e finalizzato alla tutela e valorizzazione delle zone umide e degli ecosistemi marino-costieri.

I dati della pesca in laguna, forniti da FLAG Pescando, partner di Maristanis, raccontano di aree in salute ma costantemente minacciate dall'impatto dell'uomo.

 

Compendio

2015

2016

2017

media

Corru Mannu

365,73

215,40

344,68

308,60

Stagno di Is Benas

116,74

137,39

72,44

108,86

Stagno di Marceddì, San Giovanni e Corru S’Ittiri

113,99

28,15

255,07

132,40

Stagno di S’Ena Arrubia

46,27

64,20

82,55

64,34

Stagno di Santa Giusta

9,56

51,23

15,95

25,58

Stagno di Cabras

210,58

135,03

89,22

144,94

Totale

139,96

89,55

118,29

115,93

Produttività nei compendi della provincia di Oristano espressa in kg/ha/anno.

 

 

Specie

Percentuale

Cefali (muggini e altri)

56,07%

Mitili (Mytilus galloprovincialis)

23,65%

Anguilla (Anguilla anguilla)

4,98%

Orate (Sparus aurata)

4,38%

Spigole (Dicentrarchus labrax)

4,01%

Vongola ver. nostrana (Venerupis decussata)

3,46%

Altro

3,45%

Specie maggiormente pescate negli ultimi 3 anni.

 

I dati sono indicativi ma non affidabili, anche a causa del problema della “tracciabilità” all'interno della catena di approvvigionamento.

 

Le navi che operano nell'area marina del Flag sono principalmente quelle del compartimento marittimo di Oristano. Ci sono 297 unità, di cui 17 utilizzate come barche di supporto per la pesca subacquea professionale, 249 per la pesca su piccola scala (artigianale e non) e 31 che possono pescare a una distanza superiore a 12 miglia da la costa. Quasi tutti i pescherecci utilizzano attrezzi (trappole e vasi, reti singole o tranciatrici o palangari) e 6 pescherecci sono da traino.

 

Nel suo primo anno di attività il progetto Maristanis ha coinvolto gli operatori del settore: 100 pescatori hanno risposto al questionario che ha poi consentito di tracciare una mappa delle vulnerabilità e valutare azioni per mitigare l'impatto sull'ecosistema, per la tutela delle specie a rischio e contro lo strascico illegale.

Proprio alle specie ittiche a rischio, con particolare riferimento ai ricci (Paracentrotus lividus) e alle anguille (Anguilla anguilla), era dedicato l'intervento di Francesca Frau, biologa marina di MEDSEA, che si è anche soffermata sulle strategie messe in atto nell'ambito del progetto Maristanis per contrastare la pesca a strascico illegale, per la valorizzazione della filiera ittica e  la promozione del consumo sostenibile.
Ripopolare e tutelare; sensibilizzare operatori e cittadini; ripristinare una corretta e rispettosa relazione uomo-ambiente: sono gli obiettivi di chi ha a cuore la salute dei nostri mari.