La bellezza delle terre d’acqua in uno scatto: in occasione della giornata mondiale delle zone umide 2020, la Fondazione MEDSEA promuove l’estemporanea di fotografia “24 ore per raccontare la biodiversità dei 6 siti Ramsar del golfo di Oristano”.

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Il piccolo fuoristrada si inoltra nel tratturo che accompagna le sponde della laguna di Mistras. Passano i canneti, le salicornie, sfilano gli alberi in un rettilineo ombroso. Poi il passaggio si spalanca nello specchio d’acqua appena sfocato dal maestrale. La moltitudine rosa dei fenicotteri contribuisce a puntellare l’illusione di immobilità. La posta viene interrotta dal passaggio del falco pescatore, che attraversa l’azzurro freddo di gennaio superando il primo e il secondo posatoio.

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Tante esperienze a confronto per rispondere ai cambiamenti climatici in Sardegna. Venerdì 6 dicembre Solarussa, paese dell’oristanese violentemente colpito da un’alluvione nel 2013, ha ospitato il “Workshop di disseminazione” che ha raccolto i rappresentanti di quattro progetti Interreg, il piano finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale transfrontaliero.

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L’atelier di Marco Pili è un bianco parallelepipedo disteso nella silenziosa periferia di Nurachi. Tre segmenti di semplice tenda verde precludono alla strada il primo ambiente, dove le tele giacciono a decine poggiate sul muro e i totem dedicati a is launeddas sono raccolti come persone in attesa del bus. Su un arco di ferro bruno pendono delle campane che suonano se toccate dal vento. Fra questa sezione e l’identica e successiva due ampie vetrate racchiudono uno spazio di ghiaia scoperto che ospita macchie secche di colore e un cactus.

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È una Sardegna virtuosa quella che emerge dall’Ecoforum organizzato da Legambiente Sardegna sull’economia circolare. Due nutrite tavole rotonde si sono alternate giovedì 12 dicembre nell’aula magna dell’Istituto “Michele Giua” a Cagliari per raccontare lo stato dell’arte nella complessa gestione dei rifiuti e le eccellenze spontanee del territorio in fatto di economia circolare.

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Scendiamo con cautela, in silenzio, tutti dalla parte del conduttore. Alle spalle una antica casa abbandonata e una pineta. Oltre lo schermo delle automobili un declivio sul quale d’estate poggiavano grandi covoni di grano, come un monumento diffuso. Il verde dell’erba umida è interrotto dai cespugli e dalle raggiere secche di giunco, più numerose con l’approssimarsi alle sponde dello stagno.