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“È cominciato tutto nel 1929 con i miei nonni, un impiegato del comune di Venezia e una casalinga arrivati alla stazione di Marrubiu, dove gli affidarono un carretto, due buoi, due mucche, due maiali e qualche gallina. Erano sostanzialmente dei deportati, figli della grande crisi del ’29. Si stabilirono qui, in questa casa. Al piano di sopra viveva il fattore. Sotto due famiglie di coloni. Non sapevano nulla di agricoltura e mezzadria”.

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Un accordo per fare dei territori che cingono il golfo di Oristano un modello di gestione collettiva delle zone umide. A conclusione del Coast Day 2019, nello splendido scenario del Giardino del Museo di S. Vero Milis, i sindaci dei comuni coinvolti nel progetto Maristanis, Terralba, Guspini, Arbus, Santa Giusta, Oristano, Arborea, Palmas Arborea, Cabras, Riola Sardo e San Vero Milis hanno firmato la dichiarazione di intenti

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“Trenta anni fa lo stagno era come una foresta. La pineta in fondo, e tutte le piante possibili qui intorno. Soprattutto la tifa. Era altissima, avevamo creato dei passaggi per muoverci da un posto all’altro della peschiera. E la fauna poi. Mare e stagno erano ricchissimi. Prima che la siccità cambiasse tutto pescavamo carpe di venti chili.