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Un accordo per fare dei territori che cingono il golfo di Oristano un modello di gestione collettiva delle zone umide. A conclusione del Coast Day 2019, nello splendido scenario del Giardino del Museo di S. Vero Milis, i sindaci dei comuni coinvolti nel progetto Maristanis, Terralba, Guspini, Arbus, Santa Giusta, Oristano, Arborea, Palmas Arborea, Cabras, Riola Sardo e San Vero Milis hanno firmato la dichiarazione di intenti

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“Trenta anni fa lo stagno era come una foresta. La pineta in fondo, e tutte le piante possibili qui intorno. Soprattutto la tifa. Era altissima, avevamo creato dei passaggi per muoverci da un posto all’altro della peschiera. E la fauna poi. Mare e stagno erano ricchissimi. Prima che la siccità cambiasse tutto pescavamo carpe di venti chili.

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Il Coast Day compie 11 anni e rilancia la sfida per un uso sostenibile delle risorse costiere. Nato nel 2008 per promuovere la campagna sulla Gestione Integrata della Zona Costiera (GIZC), coordinato dall’agenzia PAP/RAC delle Nazioni Unite e promosso dal programma SMAP dell'Unione Europa e dal progetto METAP della Banca Mondiale, l'evento è finalizzato alla sensibilizzazione delle popolazioni dei paesi del Mediterraneo sul valore delle coste, sulla loro conservazione e tutela per uno sviluppo sostenibile.

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La riduzione delle risorse idriche è l’elemento principale attraverso cui si manifesta l’incidenza dei cambiamenti climatici. Negli ultimi anni la quantità di precipitazioni in Italia ha registrato un calo medio intorno al 20%, e alcune zone della Sardegna sono in cima alla lista dei territori italiani caratterizzati da più “giorni asciutti”, cioè con precipitazioni uguali o inferiori a 1mm.

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La piccola Maya si concentra sulla forchetta, inosservata passa presto a pinzare gli spaghetti fra indice e pollice, inzaccherandosi il musetto d’oro. “Abbiamo letto della sagra su internet. L’atmosfera è magnifica, e la bottarga buonissima. È davvero il caviale del Mediterraneo” dice il padre Andrey, uno dei tanti visitatori che popolano piazza Sturzo a Cabras nell’ultimo sabato di luglio.

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Nel pomeriggio inoltrato sul muro di ogni casa di Riola Sardo poggia un ramo di alloro. Il verde scuro delle foglie sui pastelli opachi dove manca il sole, o le ombre che si agitano alla brezza se la luce arriva intensa e obliqua. Tre giorni prima il comitato della festa di S. Anna ha tagliato i rami dalle rigogliose siepi di Milis, ricambiando i coltivatori con abbondanti ceste di pesce. L’alloro viene caricato su carrelli e trattori, soprattutto dai giovani, e poi distribuito per le vie del paese, vestito da piccola Gerusalemme.

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