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Le foto Vincitrici del Contest #SardiniaWetlands

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NEWS

Il Maestrale e la lavanda: a Riola Sardo…

09-07-2019

“Il mare è solo a tre chilometri da qui, e il maestrale quando soffia porta tutto ciò che serve alle piante, porta il mare” spiega Elvio Sulas, seduto sullo scranno...

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Regata de Is Fassonis 2019, il futuro è …

05-07-2019

Sollevando le braccia nella vittoria Antonio Putzu porta su cantoi, la pertica, a essere parallelo con il fondo de su fassoni, tenuto in equilibrio dai suoi piedi scalzi. Una figura...

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Il banner Geolana per purificare le acqu…

01-07-2019

FabFabio e Davide srotolano il panno di lana sul pontile, venti metri di bianco panna incorniciati su un profilo da una sottilissima fettuccia azzurra. Qui gli operai del comune di...

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A pelo d'acqua, le meraviglie di Santa G…

30-06-2019

Con due colpi di remo “su ciu” si stacca dal fondo fangoso e mette prua in direzione del canale che collega lo stagno di Santa Giusta a quello di Pauli...

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Pescatori per un giorno

25-06-2019

I neofiti scendono con riluttanza gli scalini che danno accesso al lavoriero, la gabbia in cui vengono intrappolati i pesci. L’acqua torbida segna la profondità sulle magliette. I pescatori li...

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Un milione di euro per il compendio del …

18-06-2019

Un milione di euro per il progetto di riqualificazione del compendio umido di San Giovanni- Marceddì e dello stagno di Corru S’Ittiri.

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"Aspettando di vini e altre storie…

18-06-2019

Nella penombra dell’antica cantina Caddeo di Nurachi una piccola carboneria squadra la vernaccia da ogni lato: il ruolo fondamentale delle botti di castagno, il peculiare processo di fermentazione e gli...

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Oceans Day 2019: Maristanis celebra con …

12-06-2019

Il Progetto Maristanis ha celebrato l’Oceans Day 2019 insieme all’Istituto Tecnico Industriale Othoca di Oristano. Il “laboratorio Multimediale delle Zone Umide” ha ospitato sabato 8 giugno decine di studenti, riunitisi...

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I pescatori di Cabras: lo stagno è la no…

21-05-2019

“Bisognerebbe fermare il mare”, afferma ironico ed esausto Danilo, quarantaquattro anni e trenta trascorsi a pescare in mare o nello stagno di Cabras, seduto ora nell’automobile ad aspettare il cambio...

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Puliamo le coste, ma attenzione al frati…

16-05-2019

Ci vogliono cuore e impegno, ma ancora non è sufficiente. Per avere cura delle nostre coste è necessario conoscerle. È il messaggio lanciato in occasione dell'evento di sensibilizzazione sul tema...

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Il cammino 100 torri attraversa Maristan…

14-05-2019

Dalla torre di Sa Mora la macchia irregolare dello Stagno di Sal’e’ Porcus si appiattisce in una striscia, e le file di case di S’Arena Scoada quasi toccano le sponde...

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Marceddì, tradizione e futuro con la pro…

06-05-2019

Ad accompagnare l’effige della madonna di Bonaria nella processione di Marceddì e S. Giovanni c’è un futuro che comincia. “Su ciu”, la tradizionale imbarcazione da pesca, avanza remo dopo remo...

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I NOSTRI ULTIMI VIDEO

Il Video sul progetto di Maristanis

Ecco il video di MARISTANIS con i suoi fantastici uccelli! Autore: Riccardo Atzeni


Il racconto di Amedeo Fadda, naturalista

Le lagune della provincia di Oristano sono uno scrigno di biodiversità: siti elettivi per numerose specie di uccelli e altri animali, oltre che di specie vegetali. Una specialità certificata dal fatto che in questo territorio sono state istituite 6 aree Ramsar, oggi coinvolte nel progetto MARISTANIS.

Dutch Art Institute: la scuola in viaggio con MEDSEA

Lo sguardo del Dutch Art Institute (DAI) sulle zone umide del progetto Maristanis. Ecco il video che raccoglie e rielabora le impressioni degli studenti in visita ai territori dell'oristanese con MEDSEA.

Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.
Stagno di Sale ‘e Porcus, Stagno di Mistras, Stagno di Cabras, Stagno di Pauli Maiori, Stagno di S’Ena Arrubia, Stagni di Corru S’Ittiri, Marceddì, San Giovanni
Arborea | Arbus | Cabras | Guspini | Nurachi | Oristano | Palmas Arborea | Riola Sardo | San Vero Milis | Santa Giusta | Terralba

Siti Ramsar: 77 km2  | Area Marina Protetta: 267 km2  | Siti "Natura 2000": 12 SIC/ZSC - 7 ZPS | Comuni: 1020,49 km2 | Costa: 140 km
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Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS si propone di ripristinare e proteggere le zone umide costiere del Golfo di Oristano attraverso i seguenti obiettivi specifici:






Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Obiettivo 1

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.







Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

Obiettivo 2

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.






Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Objective 3

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.






Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Obiettivo 4

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.






Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Obiettivo 5

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.






Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

Obiettivo 6

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).






Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Obiettivo 7

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.






Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Obiettivo 8

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS mira a recuperare e tutelare le zone umide del Golfo di Oristano con i seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.

Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.

Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.

Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.

Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.

Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).

Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.

Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

I siti Ramsar nel Golfo di Oristano

Il territorio del Golfo di Oristano vanta 7.705 ettari di zone umide Ramsar di importanza internazionale (oltre il 60% dell’intero patrimonio della Sardegna) che si sviluppano lungo i 200 km di costa che da Capo Mannu si estendono sino all’area lagunare di Marceddì.

Le zone umide sono

  • preziosi serbatoi di biodiversità, data la presenza di numerose specie animali e vegetali
  • svolgono un’importante funzione idrogeologica e di fitodepurazione naturale.
  • rappresentano inoltre una notevole risorsa per la produttività ittica e per il turismo.
Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno costituito da un vasto complesso di lagune stagionali e saline che si asciugano in estate. La vegetazione è quella tipicamente alofila rappresentata da un esteso salicornieto. Il sito è una delle zone umide più importanti del Mediterraneo per la sosta dei fenicotteri rosa. Vari altre specie di uccelli migratori sostano e nidificano nel sito.

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Lo stagno più vasto della Sardegna. Costeggia il territorio del Sinis ad ovest con formazioni dunali nelle quali si formano paludi e piccoli stagni temporanei. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Il sito è importante per la sosta, nidificazione e svernamento di varie specie di uccelli acquatici, con una massiccia presenza del fenicottero rosa.

Stagno di Mistras (680 ha)

Stagno di Mistras (680 ha)

Laguna che si sviluppa lungo la costa orientale del Sinis e delimitata dalla piana costiera e dal mare del Golfo di Oristano. Gli isolotti all'interno dell'area lacustre consentono una buona strutturazione della vegetazione e rappresentano un ottimo habitat per la conservazione dell'avifauna. La laguna è ricca di molluschi bivalvi e pesci.

Stagno di S'Ena Arrubia  (223 ha)

Stagno di S'Ena Arrubia (223 ha)

Laguna d'acqua dolce, unica parte rimanente di un ampio complesso di paludi e lagune, convertito in area destinata all'agricoltura negli anni Trenta del '900. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Area importante per la sosta, nidificazione e svernamento di numerose specie di uccelli acquatici.

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Tre lagune costiere di salinità variabile parzialmente separate dal mare da un sistema di dune: quella di Corru S'Ittiri è parallela al mare, mentre quelle di Marceddì e San Giovanni sono ubicate in successione ed in direzione perpendicolare alla linea di costa. La vegetazione è costituita da ampi canneti e piante alofitiche. In questi siti è presente una ricca fauna ittica.

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Piccola laguna a bassa salinità circondata da ampi canneti il cui unico afflusso è costituito dallo scolo delle acque reflue derivate dall'irrigazione agricola. Il sito è caratterizzato da diversi tipi di vegetazione tipica delle acque dolci debolmente salmastre e dell’acqua salmastra. Presenza di specie ornitiche di valore zoogeografico internazionale.

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