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Le foto Vincitrici del Contest #SardiniaWetlands

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NEWS

I pescatori dello stagno di S'Ena Arrubi…

16-09-2019

“Trenta anni fa lo stagno era come una foresta. La pineta in fondo, e tutte le piante possibili qui intorno. Soprattutto la tifa. Era altissima, avevamo creato dei passaggi per...

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Fra il mare e la laguna, una corsa che a…

06-09-2019

Gli scalzi hanno già rimboccato tutti i lembi del saio. Premendo sui marciapiedi di via Tharros creano uno stretto passaggio che Efisio Canu attraversa in corsa, come generato e sospinto...

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Raccogli le sfide della Blue Economy: pa…

05-09-2019

Il Coast Day compie 11 anni e rilancia la sfida per un uso sostenibile delle risorse costiere. Nato nel 2008 per promuovere la campagna sulla Gestione Integrata della Zona Costiera...

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Arborea, un questionario per riscoprire …

03-09-2019

“Un uccello, uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto, ma noi abbiamo dimenticato come guardare”. Quella del celebre antropologo...

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A Santa Giusta la scuola del maestro Pil…

30-08-2019

“Mi piace remare, anche se è difficile a volte stare in equilibrio. E mi piace lo stagno, vedere gli uccelli e i pesci, le piante” dice Marta Casula, 9 anni...

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Combattere la malattia in barca a vela: …

17-08-2019

La Santa Maria beccheggia piano sulle piccole increspature dell’acqua sollevate dal vento di ponente, traccia una corda dove il golfo di Oristano si piega nella penisola del Sinis, lasciandosi immaginare come una...

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Acqua, agricoltura e zone umide, ad Arbo…

06-08-2019

La riduzione delle risorse idriche è l’elemento principale attraverso cui si manifesta l’incidenza dei cambiamenti climatici. Negli ultimi anni la quantità di precipitazioni in Italia ha registrato un calo medio...

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Sagra della bottarga 2019, Cabras è un l…

06-08-2019

La piccola Maya si concentra sulla forchetta, inosservata passa presto a pinzare gli spaghetti fra indice e pollice, inzaccherandosi il musetto d’oro. “Abbiamo letto della sagra su internet. L’atmosfera è magnifica, e...

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Sant'Anna a Riola Sardo, luci sull'acqua…

26-07-2019

Nel pomeriggio inoltrato sul muro di ogni casa di Riola Sardo poggia un ramo di alloro. Il verde scuro delle foglie sui pastelli opachi dove manca il sole, o le...

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Il Maestrale e la lavanda: a Riola Sardo…

09-07-2019

“Il mare è solo a tre chilometri da qui, e il maestrale quando soffia porta tutto ciò che serve alle piante, porta il mare” spiega Elvio Sulas, seduto sullo scranno...

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Regata de Is Fassonis 2019, il futuro è …

05-07-2019

Sollevando le braccia nella vittoria Antonio Putzu porta su cantoi, la pertica, a essere parallelo con il fondo de su fassoni, tenuto in equilibrio dai suoi piedi scalzi. Una figura...

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Il banner Geolana per purificare le acqu…

01-07-2019

FabFabio e Davide srotolano il panno di lana sul pontile, venti metri di bianco panna incorniciati su un profilo da una sottilissima fettuccia azzurra. Qui gli operai del comune di...

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I NOSTRI ULTIMI VIDEO

Maristanis difende lo Stagno!

Lo stagno è il nostro pane, lo stagno è il nostro lavoro, lo stagno è la nostra cultura, lo stagno non è la tua discarica, lo stagno è la nostra identità, lo stagno è il nostro futuro, RISPETTALO!


Federico Mascolo, giornalista di Akronos

Federico Mascolo, giornalista di Akronos, coinvolto in un progetto realizzato grazie alla partnership tra Fondazione Enel e National Geographic Italia, con MEDSEA nei luoghi di #Maristanis. Nel video spiega le ragioni del palcoscenico sardo e l'interesse per i nostri #wetlands!

Dutch Art Institute: la scuola in viaggio con MEDSEA

Lo sguardo del Dutch Art Institute (DAI) sulle zone umide del progetto Maristanis. Ecco il video che raccoglie e rielabora le impressioni degli studenti in visita ai territori dell'oristanese con MEDSEA.

Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.
Stagno di Sale ‘e Porcus, Stagno di Mistras, Stagno di Cabras, Stagno di Pauli Maiori, Stagno di S’Ena Arrubia, Stagni di Corru S’Ittiri, Marceddì, San Giovanni
Arborea | Arbus | Cabras | Guspini | Nurachi | Oristano | Palmas Arborea | Riola Sardo | San Vero Milis | Santa Giusta | Terralba

Siti Ramsar: 77 km2  | Area Marina Protetta: 267 km2  | Siti "Natura 2000": 12 SIC/ZSC - 7 ZPS | Comuni: 1020,49 km2 | Costa: 140 km
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Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS si propone di ripristinare e proteggere le zone umide costiere del Golfo di Oristano attraverso i seguenti obiettivi specifici:






Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Obiettivo 1

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.







Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

Obiettivo 2

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.






Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Objective 3

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.






Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Obiettivo 4

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.






Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Obiettivo 5

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.






Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

Obiettivo 6

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).






Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Obiettivo 7

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.






Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Obiettivo 8

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS mira a recuperare e tutelare le zone umide del Golfo di Oristano con i seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.

Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.

Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.

Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.

Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.

Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).

Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.

Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

I siti Ramsar nel Golfo di Oristano

Il territorio del Golfo di Oristano vanta 7.705 ettari di zone umide Ramsar di importanza internazionale (oltre il 60% dell’intero patrimonio della Sardegna) che si sviluppano lungo i 200 km di costa che da Capo Mannu si estendono sino all’area lagunare di Marceddì.

Le zone umide sono

  • preziosi serbatoi di biodiversità, data la presenza di numerose specie animali e vegetali
  • svolgono un’importante funzione idrogeologica e di fitodepurazione naturale.
  • rappresentano inoltre una notevole risorsa per la produttività ittica e per il turismo.
Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno costituito da un vasto complesso di lagune stagionali e saline che si asciugano in estate. La vegetazione è quella tipicamente alofila rappresentata da un esteso salicornieto. Il sito è una delle zone umide più importanti del Mediterraneo per la sosta dei fenicotteri rosa. Vari altre specie di uccelli migratori sostano e nidificano nel sito.

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Lo stagno più vasto della Sardegna. Costeggia il territorio del Sinis ad ovest con formazioni dunali nelle quali si formano paludi e piccoli stagni temporanei. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Il sito è importante per la sosta, nidificazione e svernamento di varie specie di uccelli acquatici, con una massiccia presenza del fenicottero rosa.

Stagno di Mistras (680 ha)

Stagno di Mistras (680 ha)

Laguna che si sviluppa lungo la costa orientale del Sinis e delimitata dalla piana costiera e dal mare del Golfo di Oristano. Gli isolotti all'interno dell'area lacustre consentono una buona strutturazione della vegetazione e rappresentano un ottimo habitat per la conservazione dell'avifauna. La laguna è ricca di molluschi bivalvi e pesci.

Stagno di S'Ena Arrubia  (223 ha)

Stagno di S'Ena Arrubia (223 ha)

Laguna d'acqua dolce, unica parte rimanente di un ampio complesso di paludi e lagune, convertito in area destinata all'agricoltura negli anni Trenta del '900. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Area importante per la sosta, nidificazione e svernamento di numerose specie di uccelli acquatici.

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Tre lagune costiere di salinità variabile parzialmente separate dal mare da un sistema di dune: quella di Corru S'Ittiri è parallela al mare, mentre quelle di Marceddì e San Giovanni sono ubicate in successione ed in direzione perpendicolare alla linea di costa. La vegetazione è costituita da ampi canneti e piante alofitiche. In questi siti è presente una ricca fauna ittica.

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Piccola laguna a bassa salinità circondata da ampi canneti il cui unico afflusso è costituito dallo scolo delle acque reflue derivate dall'irrigazione agricola. Il sito è caratterizzato da diversi tipi di vegetazione tipica delle acque dolci debolmente salmastre e dell’acqua salmastra. Presenza di specie ornitiche di valore zoogeografico internazionale.

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MEDSEA - Mediterranean Sea and Coast Foundation 
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Tel. 070 0950439
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