Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.



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Le foto Vincitrici del Contest #SardiniaWetlands

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NEWS

Un workshop per proteggere la Sardegna d…

09-12-2019

Tante esperienze a confronto per rispondere ai cambiamenti climatici in Sardegna. Venerdì 6 dicembre Solarussa, paese dell’oristanese violentemente colpito da un’alluvione nel 2013, ha ospitato il “Workshop di disseminazione” che...

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Le gru di Sal'e Porcus e la meraviglia d…

04-12-2019

Scendiamo con cautela, in silenzio, tutti dalla parte del conduttore. Alle spalle una antica casa abbandonata e una pineta. Oltre lo schermo delle automobili un declivio sul quale d’estate poggiavano...

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Fenyday 2019, censire lo straordinario p…

03-12-2019

Alcuni fra gli osservatori si ritrovano davanti a “Scaiu”, il piccolo molo nel quale sono ormeggiate le barche bianche con cui i pescatori di Cabras quotidianamente attraversano la laguna. Si...

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All'istituto Othoca di Oristano una gior…

26-11-2019

“Una giornata davvero creativa, non sapevo che le zone umide nascondessero così tante sorprese. E anche le altre attività sono molto interessanti”. Nel laboratorio di scienze gli alunni delle medie...

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Il CEAS di Oristano, divertirsi e cresce…

15-11-2019

“Cerchiamo di mantenere il programma delle attività non troppo strutturato. Crediamo nella libera aggregazione, lo spazio giovani e il centro di educazione ambientale coincidono, e i ragazzi respirano senza filtri...

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Passione e cura dell'ambiente: l'azienda…

09-11-2019

“Fino a pochi giorni fa il sole picchiava forte attivando i nebulizzatori. Le vacche cominciano a soffrire con 19 gradi, dovevano essercene 26. Decisamente anomalo, per novembre. In mezzo secolo...

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Risparmiare acqua per il futuro: il sito…

31-10-2019

“Siamo sempre stati all’avanguardia nel fare economia d’acqua, per necessità. Lavoriamo su terreni sabbiosi, estremamente permeabili e da tempo ormai utilizziamo le manichette gocciolanti. Manca ogni sorta di infrastruttura. Ancora...

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Cooperativa Produttori Arborea, la ricer…

28-10-2019

“L’agricoltura del futuro non può non pensare all’ambiente. Dispiace essere percepiti spesso come cinici sfruttatori delle risorse naturali. Siamo i primi in realtà a volere che l’ecosistema che garantisce la...

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Un esempio di sostenibilità, l'azienda d…

18-10-2019

“È cominciato tutto nel 1929 con i miei nonni, un impiegato del comune di Venezia e una casalinga arrivati alla stazione di Marrubiu, dove gli affidarono un carretto, due buoi...

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IMC, l'istituto di ricerca di Torregrand…

12-10-2019

L’edificio che ospita l’International Marine Center di Torregrande guarda alle anse d’acqua immobile che fra i giunchi ritrovano lo stagno di Cabras, alla peschiera di Sa Mardini affacciata sullo sbocco...

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l Contratto di Costa, Maristanis celebra…

04-10-2019

Un accordo per fare dei territori che cingono il golfo di Oristano un modello di gestione collettiva delle zone umide. A conclusione del Coast Day 2019, nello splendido scenario del...

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Nieddittas, lo sforzo e l'orgoglio di es…

02-10-2019

Appena sotto il rumore delle macchine i gusci delle cozze battono e sfregano fra loro, come in una risacca perenne. Gli operai, protetti nelle lunghe ore di frastuono da tappi...

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I NOSTRI ULTIMI VIDEO

Maristanis difende lo Stagno!

Lo stagno è il nostro pane, lo stagno è il nostro lavoro, lo stagno è la nostra cultura, lo stagno non è la tua discarica, lo stagno è la nostra identità, lo stagno è il nostro futuro, RISPETTALO!


Federico Mascolo, giornalista di Akronos

Federico Mascolo, giornalista di Akronos, coinvolto in un progetto realizzato grazie alla partnership tra Fondazione Enel e National Geographic Italia, con MEDSEA nei luoghi di #Maristanis. Nel video spiega le ragioni del palcoscenico sardo e l'interesse per i nostri #wetlands!

Dutch Art Institute: la scuola in viaggio con MEDSEA

Lo sguardo del Dutch Art Institute (DAI) sulle zone umide del progetto Maristanis. Ecco il video che raccoglie e rielabora le impressioni degli studenti in visita ai territori dell'oristanese con MEDSEA.

Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.
Stagno di Sale ‘e Porcus, Stagno di Mistras, Stagno di Cabras, Stagno di Pauli Maiori, Stagno di S’Ena Arrubia, Stagni di Corru S’Ittiri, Marceddì, San Giovanni
Arborea | Arbus | Cabras | Guspini | Nurachi | Oristano | Palmas Arborea | Riola Sardo | San Vero Milis | Santa Giusta | Terralba

Siti Ramsar: 77 km2  | Area Marina Protetta: 267 km2  | Siti "Natura 2000": 12 SIC/ZSC - 7 ZPS | Comuni: 1020,49 km2 | Costa: 140 km
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Maristanis

Un progetto di cooperazione internazionale per la definizione di un modello di gestione integrata delle zone umide e costiere del Golfo di Oristano; cofinanziato dalla Fondazione MAVA e coordinato dalla Fondazione MEDSEA in collaborazione con l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre". MARISTANIS si sviluppa in parallelo con altri tre progetti cofinanziati da MAVA in Tunisia, Montenegro e Albania.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS si propone di ripristinare e proteggere le zone umide costiere del Golfo di Oristano attraverso i seguenti obiettivi specifici:






Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Obiettivo 1

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.







Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

Obiettivo 2

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.






Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Objective 3

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.






Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Obiettivo 4

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.






Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Obiettivo 5

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.






Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

Obiettivo 6

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).






Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Obiettivo 7

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.






Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Obiettivo 8

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

Obiettivi

Il progetto MARISTANIS mira a recuperare e tutelare le zone umide del Golfo di Oristano con i seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo 1

Migliorare la conoscenza delle zone umide

Le aree umide e il sistema del bacino idrografico di Oristano rappresentano un sistema ecologico unico per i suoi servizi ecosistemici. Sono una riserva di biodiversità, conservano i valori culturali del territorio e svolgono un'azione di mitigazione del cambiamento climatico. È importante migliorare la conoscenza di questi ecosistemi e del loro ruolo.

Obiettivo 2

Realizzare una gestione integrata delle zone umide costiere

La sfida più importante di questo obiettivo è trasformare gli strumenti legislativi e regolamentari già esistenti in piani di gestione efficaci in accordo con il contesto locale, sviluppando adeguate competenze a tutti i livelli amministrativi, a partire dai comuni coinvolti, al fine di implementare una governance efficace del territorio.

Obiettivo 3

Ridurre le minacce sugli ecosistemi marini

Le autorità locali e regionali dovranno cooperare con i ricercatori nell’identificazione di specifici piani e azioni per assicurare e promuovere la persistenza dei processi che avvengono all’interno del sistema costiero tra le zone marine e terrestri.

Obiettivo 4

Promuovere una gestione ed un uso efficiente delle risorse idriche

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle acque e gli ecosistemi ad esse correlati. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre il suo consumo attraverso il potenziamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni nella gestione dell’acqua e nel suo uso sostenibile.

Obiettivo 5

Ridurre il rischio derivante dalle fonti di inquinamento

Differenti pressioni influiscono negativamente sulle zone umide e fiumi collegati, sia di natura qualitativa sia quantitativa. L’obiettivo è l’eliminazione, quando possibile, o la riduzione delle fonti inquinanti attraverso il rafforzamento delle azioni dell’amministrazione pubblica nella promozione di misure sostenibili.

Obiettivo 6

Migliorare il livello di tutela di specie e habitat a rischio

L’obiettivo mira a realizzare specifiche azioni per identificare, gestire e conservare gli habitat e le specie di particolare importanza (es. uccelli, anfibi e pesci).

Obiettivo 7

Valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico

Il forte spopolamento e la perdita di attività economiche mettono a rischio le aree umide e costiere. Il valore di questi ecosistemi necessita di un'azione efficace per essere riconosciuto dagli stakeholder locali e dello sviluppo di attività economiche ed iniziative culturali, basate su una produzione sostenibile e servizi di ecoturismo che lo rafforzino.

Obiettivo 8

Aumentare la consapevolezza sull’importanza delle zone umide

Sarà lanciata una campagna di sensibilizzazione, indirizzata agli stakeholder locali, sull'importanza delle aree umide con l'obiettivo di preservarle e tutelarle per migliorare la qualità della vita delle popolazioni locali e offrire al turista l'occasione di vivere un'esperienza a contatto con un ambiente incontaminato.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

LA CONVENZIONE DI RAMSAR

La Convenzione di Ramsar è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per la conservazione e l' uso sostenibile delle zone umide. La Convenzione fu adottata nella città iraniana di Ramsar nel 1971 ed entrò in vigore nel 1975. Da allora quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, provenienti da tutte le regioni geografiche del mondo, hanno aderito alla Convenzione di Ramsar e sono diventati "parti contraenti". I siti Ramsar sono cosi definiti perché soddisfano i criteri per l'identificazione delle zone umide di importanza internazionale.

I siti Ramsar nel Golfo di Oristano

Il territorio del Golfo di Oristano vanta 7.705 ettari di zone umide Ramsar di importanza internazionale (oltre il 60% dell’intero patrimonio della Sardegna) che si sviluppano lungo i 200 km di costa che da Capo Mannu si estendono sino all’area lagunare di Marceddì.

Le zone umide sono

  • preziosi serbatoi di biodiversità, data la presenza di numerose specie animali e vegetali
  • svolgono un’importante funzione idrogeologica e di fitodepurazione naturale.
  • rappresentano inoltre una notevole risorsa per la produttività ittica e per il turismo.
Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno di Sale'e Porcus (330 ha)

Stagno costituito da un vasto complesso di lagune stagionali e saline che si asciugano in estate. La vegetazione è quella tipicamente alofila rappresentata da un esteso salicornieto. Il sito è una delle zone umide più importanti del Mediterraneo per la sosta dei fenicotteri rosa. Vari altre specie di uccelli migratori sostano e nidificano nel sito.

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Stagno di Cabras (3.575 ha)

Lo stagno più vasto della Sardegna. Costeggia il territorio del Sinis ad ovest con formazioni dunali nelle quali si formano paludi e piccoli stagni temporanei. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Il sito è importante per la sosta, nidificazione e svernamento di varie specie di uccelli acquatici, con una massiccia presenza del fenicottero rosa.

Stagno di Mistras (680 ha)

Stagno di Mistras (680 ha)

Laguna che si sviluppa lungo la costa orientale del Sinis e delimitata dalla piana costiera e dal mare del Golfo di Oristano. Gli isolotti all'interno dell'area lacustre consentono una buona strutturazione della vegetazione e rappresentano un ottimo habitat per la conservazione dell'avifauna. La laguna è ricca di molluschi bivalvi e pesci.

Stagno di S'Ena Arrubia  (223 ha)

Stagno di S'Ena Arrubia (223 ha)

Laguna d'acqua dolce, unica parte rimanente di un ampio complesso di paludi e lagune, convertito in area destinata all'agricoltura negli anni Trenta del '900. La vegetazione è costituita da varie piante alofile, specie sommerse e canneti emergenti. Area importante per la sosta, nidificazione e svernamento di numerose specie di uccelli acquatici.

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Stagno di Corru S'Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì (2.610 ha)

Tre lagune costiere di salinità variabile parzialmente separate dal mare da un sistema di dune: quella di Corru S'Ittiri è parallela al mare, mentre quelle di Marceddì e San Giovanni sono ubicate in successione ed in direzione perpendicolare alla linea di costa. La vegetazione è costituita da ampi canneti e piante alofitiche. In questi siti è presente una ricca fauna ittica.

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Stagno Pauli Maiori (287 ha)

Piccola laguna a bassa salinità circondata da ampi canneti il cui unico afflusso è costituito dallo scolo delle acque reflue derivate dall'irrigazione agricola. Il sito è caratterizzato da diversi tipi di vegetazione tipica delle acque dolci debolmente salmastre e dell’acqua salmastra. Presenza di specie ornitiche di valore zoogeografico internazionale.

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MEDSEA - Mediterranean Sea and Coast Foundation 
Via Nazario Sauro, 1 - 09123 Cagliari (CA) - Italia  
Tel. 070 0950439
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